La crisi del pronto soccorso: problemi e soluzioni

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Il Pronto Soccorso, pilastro della sanità pubblica, si trova attualmente in una fase critica, generando notevoli disagi per gli utenti e difficoltà per gli operatori. Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’utilizzo eccessivo dei cosiddetti “gettonisti”, con retribuzioni sproporzionate rispetto alla loro effettiva contribuzione ai servizi.

L’Impiego dei Gettonisti: Una Situazione Preoccupante

La crisi del Pronto Soccorso si riflette chiaramente nei disagi per i pazienti e nelle difficili condizioni di lavoro del personale. L’utilizzo smisurato dei gettonisti, che ricevono compensi ingiustificati, è uno degli aspetti più critici di questa crisi. Molti ospedali, a causa della scarsità di medici, si trovano a ricorrere a questo tipo di personale, che viene pagato con un “gettone” per ogni turno, con compensi che possono superare i 1000 euro lordi per turno.

La giornalista Milena Gabanelli ha denunciato sul Corriere della Sera che solo nel 2022, nelle regioni settentrionali, sono stati superati i 100.000 turni “a cottimo”. Questo fenomeno, esteso a livello nazionale, evidenzia una crisi sanitaria imminente, nonostante i tentativi di limitare il ricorso ai gettonisti tramite il Decreto bollette.

Proposte di Soluzione: Un Approccio Concreto

Per affrontare questa situazione critica, sono necessarie soluzioni concrete e praticabili:

  • Indennità di turno specifica: Introdurre un’indennità specifica per il personale del Pronto Soccorso, estendibile anche a medici di altre discipline, potrebbe incentivare una maggiore partecipazione e ridurre la dipendenza dai gettonisti.
  • Giorni di ferie aggiuntivi e formazione: Concedere giorni di ferie extra o rendere obbligatorie le 4 ore di aggiornamento settimanali potrebbe migliorare le condizioni di lavoro e promuovere lo sviluppo professionale del personale.
  • Coinvolgimento degli specializzandi: Consentire agli specializzandi di lavorare con orari limitati nel Pronto Soccorso potrebbe garantire una presenza costante e ridurre la dipendenza dai gettonisti, con il possibile rimborso delle spese per l’assicurazione rc professionale (come quelle che si trovano su  Rc Medici)
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Valorizzazione dei Medici Specializzandi e Nuovi Modelli Organizzativi

Un recente accordo tra la Regione Emilia-Romagna e l’Associazione Liberi Specializzandi mira a valorizzare il ruolo degli specializzandi nella sanità. L’integrazione di questi medici nei nuovi modelli organizzativi, come i Centri di Assistenza Medica per le Urgenze (CAU), potrebbe rappresentare un passo significativo verso il superamento della crisi.

Il CAU offre assistenza sanitaria tramite medici di continuità assistenziale e infermieri qualificati, garantendo una risposta efficace alle urgenze a bassa complessità, con accesso diretto e gratuito. Le prestazioni offerte includono visite mediche, certificazioni, trattamenti farmacologici, prescrizioni di terapie e interventi chirurgici minori. I pazienti vengono accolti dall’infermiere, seguiti da una visita medica e, se necessario, approfondimenti diagnostici. Il medico del CAU può prescrivere ulteriori prestazioni specialistiche. I risultati sono registrati nel Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente.

Conclusioni: Affrontare la Crisi con Decisione

La crisi del Pronto Soccorso richiede un’immediata azione e un approccio collaborativo. Le proposte di soluzione, insieme all’accordo con gli specializzandi, offrono una via per superare questa sfida e garantire un servizio sanitario efficiente e di qualità per tutti.

È cruciale coinvolgere diverse figure, tra cui società scientifiche e amministratori, per rivedere l’organizzazione del Sistema Sanitario e garantire un livello qualitativo ottimale con le risorse disponibili. In conclusione, la crisi del Pronto Soccorso non può essere ignorata. Le proposte presentate offrono un punto di partenza per affrontare questa sfida e migliorare la salute e il benessere di tutti i cittadini.

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